Guida di Castiglione dei Pepoli

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Ristampa anastatica della storica guida turistica

Descrizione

La prima edizione della Guida di Castiglione dei Pepoli di Francesco Bettini è del 1904. Vide la luce nel pieno della grande stagione turistica che travolse Castiglione a cavallo tra Ottocento e Novecento, quando il piccolo borgo divenne una delle mete di villeggiatura preferite dalla nobiltà e dalla borghesia emiliane e toscane.

L’epopea ebbe inizio nei primi anni Ottanta del XIX secolo, quando le prime spedizioni dei naturalisti bolognesi e delle sezioni del Club Alpino Italiano di Bologna e di Prato scoprirono, è proprio il caso di dirlo, questa perla incontaminata nella natura.

A quel tempo non c’era neppure una strada carrozzabile per raggiungere il paese (nel versante bolognese venne inaugurata nel 1884). Dall’apertura della strada fu tutto un susseguirsi di eventi: aprirono alberghi e locande, nel 1889 venne inaugurato lo Stabilimento Idroterapico, l’illuminato sindaco di Bologna Alberto Dallolio scelse Castiglione come sede delle Colonie Scolastiche Bolognesi.

Il CAI impiantò un osservatorio metereologico sul Monte Gatta (1882), grazie all’interesse di eminenti studiosi quali Domenico Giannitrapani e padre Francesco Denza, e si tenne la prima Festa degli alberi (1889).

Nel dicembre 1903, primo fra i comuni della montagna, il capoluogo fu dotato di energia elettrica e nel 1911 venne innalzata l’imponente diga del bacino del Brasimone, pensato per un notevole incremento della produzione energetica.

Fu una stagione di sviluppo e di grandi cambiamenti che ebbero ripercussioni anche sul piano politico: nel 1911 Castiglione fu uno dei primi comuni ad essere governato da una giunta socialista, presieduta da Mariano Girotti.

L’autore della Guida, Francesco Bettini, nacque a San Casciano Val di Pesa nel 1854. Formatosi all’Università di Bologna e divenuto sacerdote, fu insegnante in varie scuole e direttore didattico a Sambuca Pistoiese. Morì nel novembre 1926 a Paperino (Prato), dove era parroco dal 1901.

Fu uomo di cultura umanistica (lo testimoniano le numerose citazioni di testi classici presenti nella Guida), ma anche appassionato naturalista e amante delle escursioni. Pochi anni prima (1897) aveva dato alle stampe un’analoga pubblicazione su Montepiano, ambìta meta di villeggiatura: La stazione estiva di Montepiano con brevi cenni storico-topografici sul Comune di Vernio.

Con la Guida di Castiglione Bettini non propone semplicemente una scelta di itinerari da percorrere, ma spazia su molteplici tematiche: dalla storia alle istituzioni amministrative, dall’etnografia all’emigrazione, dall’economia agli aspetti naturalistici. 

Numerose le escursioni suggerite, nel castiglionese e verso i luoghi allora più importanti dell’alto Appennino tra Bologna e la Toscana.

È un interessante quadro d’insieme dal quale, ad oltre cent’anni dalla sua prima pubblicazione, possiamo vedere con gli occhi di un tempo luoghi e paesi che oggi sono per noi diversamente usuali.

Ritornare sui passi del Bettini, con in mano la sua Guida, ci permette di leggere le mutazioni del territorio e di riflettere sui cambiamenti – talora improvvidamente – intervenuti.

Michelangelo Abatantuono

Questa ristampa anastatica è stata condotta sull’edizione del 1916, che ripete fedelemente. Differisce solamente per la diversa numerazione delle pagine e per la scelta delle illustrazioni. 

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